• Pubblicata il
  • Autore: Vedder
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Naja tantum - Taranto Trasgressiva

A 46 anni e con una vita normale, sposato con una donna stupenda che amo come 15 anni fa, fatico a dimenticare la mia unica esperienza gay.
Era il 1986, facevo il militare in Veneto in un reparto che nei weekend si svuotava. Restava solo chi era di servizio ma di solito si montava di guardia e quindi in reparto capitava che ci fossero sei o sette persone su 80 circa. Il sabato sera esco in libera uscita, mangio qualcosa e faccio un giro. Rientro presto, la domenica tocca a me il turno di guardia e quindi l'idea è di farmi una doccia e provare a leggere qualcosa. Arrivo nel locale doccie sicuro che sia vuoto e invece sento dei versi strani. Passo in rassegna tutte le doccie, separate da piastrelle, e nella quinta vedo un ragazzo di Brescia che conosco benissimo che si sega sotto l'acqua ad occhi chiusi. Bel fisico e gran cazzo; se lo mena con foga ma poi apre gli occhi e mi vede mentre fisso non lui ma la sua asta. La cosa strana è che nessuno ha proferito parola. Mi si avvicina io glielo prendo in mano e inizio a segarlo. Lui mi apre l'accappatoio e inizia a fare lo stesso con me. Siamo eccitatissimi, così lui butta l'accappatoio per terra e si sdraia a pancia in su. Io capisco subito cos'ha in mente e senza pensare lo faccio. Un 69 da paura con sborrata in faccia reciproca. E' stato magnifico ma strano. Nessuna parola nè quella sera ne nei mesi seguenti. Certo, non era del mio giro di amicizie ma in un reparto di 80 persone ci si vede spesso. Niente.
Comunque un esperienza indimenticabile.

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